Dott.ssa Susanna Barbi Psicologa e Psicoterapeuta

Studio di Psicologia Clinica, Via Fulvia 65/a -Mirandola- Contatti: 338 4143045

Mi occupo di:

 

ANSIA, FOBIE, ATTACCHI DI PANICO, IPOCONDRIA

DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS

TRAUMI EMOTIVI, ELABORAZIONE DEI LUTTI

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

DEPRESSIONE 

INSONNIA

DIFFICOLTA' RELAZIONALI

DISTURBI ALIMENTARI

STRESS, DISTURBI PSICOSOMATICI, CEFALEE

DIFFICOLTA' SCOLASTICHE

BASSA AUTOSTIMA

DIPENDENZE

DISTURBO DI PANICO

DISTURBO DI PANICO

L’Attacco di Panico (soprattutto il primo) viene vissuto come un’ esperienza terribile, improvvisa ed inaspettata, "a ciel sereno" e non è infrequente che il soggetto, terrorizzato, si rechi al pronto soccorso.

Immediatamente la paura di un nuovo attacco di panico diventa dominante e tale “paura della paura” è responsabile della tendenza all’evitamento di tutte le situazioni ritenute pericolose ed il paziente diviene schiavo del suo disturbo, costringendo spesso tutti i familiari ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarlo mai solo e ad accompagnarlo ovunque, con l’inevitabile senso di frustrazione che può sfociare, a sua volta, ad una depressione secondaria.

Frequentemente al Disturbo di Panico si associa la cosiddetta "Agorafobia", ovvero l’ansia relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di panico inaspettato.

Talvolta, diventa praticamente impossibile uscire di casa da soli, viaggiare in treno, autobus, aereo, metropolitana o guidare l’auto, guidare nei tunnel, sui ponti stare in mezzo alla folla o in coda, in banche, ascensori, supermercati.

Simili modalità di comportamento risultano, quindi, molto limitanti per la vita del soggetto e responsabili, in alcuni casi, anche di serie difficoltà nei rapporti interpersonali (familiari, di coppia, di amicizia).

La qualità della vita può essere, quindi, gravemente compromessa dal disturbo di panico se non viene curato.

 

DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS

DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS

 

Il Disturbo Post-Traumatico da Stress si caratterizza per una serie di sintomi che seguono un evento traumatico particolarmente intenso, drammatico e pericoloso.

Un evento catastrofico imprevisto ci lascia disarmati rispetto alle nostre abituali capacità  di prevedere gli eventi, di poter elaborare strategie di problem solving o utilizzare le nostre esperienze passate. Un evento traumatico grave comporta la riorganizzazione del nostro abituale modo di pensare e prevedere le cose, ci lascia disarmati rispetto alla nostra capacità  di essere padroni del nostro destino.

La cura del Disturbo Post Traumatico da Stress può essere affrontata clinicamente in più modi, poichè rientra nella categoria generale dei Disturbi d'Ansia per i quali la psicoterapia Cognitivo-Comportamentale ha sviluppato molteplici strumenti efficaci. Scopo della terapia è aiutare il soggetto ad identificare e controllare i pensieri e le convinzioni negative e ansiogene.

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

Il Disturbo Ossessivo – Compulsivo è caratterizzato dalla presenza di Ossessioni e/o Compulsioni.

L’80% dei pazienti con DOC presenta sia ossessioni che compulsioni, circa il 20% ha solo ossessioni o solo compulsioni.

Il disturbo ossessivo compulsivo è una forma di controllo dell’ansia, dove il rituale si presenta con una duplice valenza, che spesso si trasforma nel tempo: inizialmente la persona si sente in grado di gestire le situazioni proprio grazie al rituale che la fa sentire meglio e la rassicura, ma successivamente, col passare del tempo, quella che sembrava una soluzione si trasforma a sua volta in un problema, perché la persona si ritrova schiava del suo stesso rituale e sente di non potersene liberare.

Generalmente è in questa seconda fase del disturbo che le persone sentono di avere bisogno di un aiuto specialistico e ricorrono al supporto di una terapia: è la sensazione di essere ostaggio del rituale, che in alcuni casi, per essere eseguito, può arrivare ad occupare gran parte della giornata di chi lo mette in atto, con ripercussioni importanti nella vita lavorativa e relazionale.

A volte il rituale è solo mentale e prevede la ripetizione di formule o preghiere, altre volte il rituale è un’azione che va ripetuta più volte (ce ne sono molti e di molti tipi, a partire dai lavaggi delle mani o di parti del corpo, i controlli del gas o della portiera dell’auto, etc…). Può essere un numero preciso di controlli da effettuare oppure può essere una sensazione “positiva” da raggiungere, che permette di poter interrompere il rituale in atto.

Ci sono motivazioni precise per le quali i rituali vengono eseguiti: a volte servono per far andare bene le cose, ad esempio un esame, un incontro, etc.; altre volte servono per evitare disgrazie a sé o ai propri cari, altre volte ancora si eseguono per riparare qualcosa che è già accaduto a cui bisogna porre rimedio.

 

DISTURBI FOBICI

DISTURBI FOBICI

Per fobia si intende una paura marcata e persistente, irrazionale e sproporzionata rispetto al reale pericolo, provocata da determinate situazioni, oggetti o persone. 

L’esposizione allo stimolo fobico provoca una reazione ansiosa immediata, caratterizzata da sintomi quali tachicardia, senso di soffocamento, vertigini, sudorazione, disturbi gastrici, nausea, tremori etc.

 Il soggetto, inoltre, mette in atto comportamenti di evitamento nei confronti delle situazioni o condizioni temute e questo può, nei casi più gravi, limitare l'autonomia del soggetto al punto da interferire significativamente con la normale routine dell'individuo, con il funzionamento lavorativo o scolastico oppure con le attività o le relazioni sociali.

Si distinguono:

 

FOBIE GENERALIZZATE: (Agorafobia e Fobia sociale)

Per Agorafobia si intende l’ansia relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto nel caso di un attacco di panico inaspettato o sintomi tipo panico.

Per Fobia sociale si intende la paura e l'evitamento delle situazioni sociali o prestazionali, nelle quali si è esposti al possibile giudizio degli altri, per il timore di apparire imbarazzati o ridicoli.

 

FOBIE SPECIFICHE:

  • Animali
  • Ambiente naturale (temporali, altezza, acqua, etc..)
  • Sangue, iniezioni, ferite
  • Situazionale (trasporti pubblici, tunnel, ascensore, volare, etc..)
  • Altro tipo 

INSONNIA

INSONNIA

Per insonnia si intende la difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno o la tendenza a svegliarsi troppo presto la mattina. 

Se ne distinguono i seguenti tipi:

  • insonnia iniziale (difficoltà ad addormentarsi)
  • insonnia centrale (frequenti risvegli durante la notte)
  • insonnia tardiva (risveglio mattutino precoce)

 La Durata dell’insonnia è variabile da un individuo all’altro e può subire modificazioni nel corso della vita di una stessa persona.

Può essere quindi:

  • occasionale (da una a tre notti)
  • transitoria (da tre notti a tre settimane)
  • cronica (più di tre settimane)

 

DEPRESSIONE

DEPRESSIONE

La Depressione è un disturbo diffuso, ne soffre dal 10% al 15% della popolazione, con una frequenza maggiore tra le donne.

Principali sintomi:

  • Umore depresso (tristezza) per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto o come osservato da altri

  • Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno

  • Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno

  • Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno

  • Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno

  • Affaticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno

  • Sentimenti di autosvalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa quasi ogni giorno

  • Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni, quasi ogni giorno

  • Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, oppure un tentativo di suicidio o l'elaborazione di un piano specifico per commettere suicidi.

 

La depressione si può manifestare come un singolo episodio transitorio (episodio depressivo) o come un vero e proprio disturbo (disturbo depressivo).

La Depressione Maggiore va distinta da:

Disturbo Distimico caratterizzato dalla presenza di umore cronicamente depresso, per un periodo di almeno due anni. In questo disturbo i sintomi depressivi sono meno gravi nonostante la maggiore durata

Depressione secondaria a malattie psichiatriche o di altro tipo (sclerosi multipla, morbo di Parkinson, Cushing, Ipotiroidismo etc.)

Depressione reattiva ad un evento scatenante come un lutto, una separazione, un fallimento.